“Nessun essere umano indifferente al cibo è degno di fiducia”

M. V. Montalbán


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29 gennaio 2014

Il Kéfir è yogurt? No, ma quasi!

Il termine deriva dall’armeno keif, che significa benessere.
È un alimento a base di latte fermentato di vacca, capra o pecora e per questo motivo, così come lo yogurt, è da considerarsi un latticino.
Come lo yogurt, ha una consistenza cremosa ed omogenea e un gusto leggermente acido, dall’aroma dolce.
La differenza sostanziale tra lo yogurt e il kéfir è che:
lo yogurt si ottiene da una fermentazione esclusivamente lattica: nel latte fresco di vacca, pecora o capra vengono inseriti ceppi batterici che principalmente sono il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus. Grazie a questi microrganismi avviene la fermentazione lattica che porta alla formazione di acido lattico e altri composti che conferiscono allo yogurt la consistenza cremosa e l’aroma;


Oltre al processo di fermentazione lattica, il kéfir si avvale di un altro processo metabolico, cioè della fermentazione alcolica. Per questo motivo ha una lieve gradazione alcolica (1-2%) assolutamente trascurabile ma assente nello yogurt.
E' un alimento ottenibile anche a partire da latte vegetale, come latte di soia, di riso, di cocco, e così via. Le colonie batteriche sono in grado di fermentare anche nell'acqua, da cui è possibile ottenere il kéfir d'acqua, una bevanda lievemente alcolica e frizzante ottenuta tramite l'impiego di zucchero (presente dal 3 al 10%), addizionato a succhi di frutta (come succo d'uva), spezie ed erbe aromatiche aggiunte a piacere in base al gusto personale (come zenzero, menta, finocchio, ecc).

Così come lo yogurt, può essere preparato in casa. A questo scopo consiglio di guardare i video che mostrano il procedimento di preparazione.

Valori nutrizionali
Le calorie del kéfir e in generale il suo contenuto in nutrienti variano in base al latte di origine usato durante la preparazione. Il latte di pecora è quello più calorico di tutti rispetto agli altri due tipi, mentre quello di vacca parzialmente scremato il meno calorico (kcal 46 su g 100).
Se ad esempio venisse prodotto a partire dal latte di mucca parzialmente scremato, il kéfir avrebbe su 100 grammi le seguenti caratteristiche nutrizionali:


Proteine       g 3,5
Grassi          g 1,5
Colesterolo  mg 7
Zuccheri      g 5
Acqua          88,5%

Per quanto riguarda il contenuto in vitamine e sali minerali, il kéfir è ricco di calcio, fosforo, magnesio, potassio, vitamina A e vitamina B9 (o acido folico, le cui concentrazioni aumentano all'aumentare della fermentazione batterica).
Contiene bassissime percentuali di lattosio perchè, così come avviene nello yogurt, viene quasi del tutto convertito ad acido lattico.
Per questo motivo è un alimento indicato anche per gli intolleranti al lattosio e a tutte le persone nelle diverse fasce d'età.

Benefici
E' un latticino adatto a tutti.
Grazie alla presenza di microrganismi (detti probiotici) inizialmente inseriti nel latte di partenza, il kéfir incide sul benessere intestinale promuovendo la peristalsi, contrastando la stipsi, ripristinando la flora batterica potenzialmente danneggiata dai batteri patogeni putrefattivi e stimolando l'intestino alla produzione di anticorpi, in grado di aumentare le difese immunitarie.

E' indicato particolarmente...

...a chi è in cura con antibiotici perchè la loro azione, oltre a contrastare i batteri patogeni, incide negativamente anche sui batteri innocui della flora, fondamentale per il benessere intestinale perchè contrasta il meteorismo, il gonfiore e il dolore addominale.

...alle donne in gravidanza perchè il contenuto elevato di acido folico (vit. B9) promuove il sano e corretto accrescimento del bambino. Importante anche durante lo svezzamento del bambino, per aumentare le difese immunitarie ed assicurargli una buona fonte di calcio per il corretto sviluppo delle ossa e dei denti.

...agli anziani, particolarmente soggetti all'uso di antibiotici e altri farmaci, così come ad alterazioni delle capacità digestive a livello intestinale, all'impoverimento della flora batterica e a stipsi.
Il contenuto in calcio del kéfir facilita inoltre il soddisfacimento dei livelli raccomandati di calcio in questa fascia d'età, ritardando la progressione dell'osteopenia e dell'osteoporosi.

15 gennaio 2013

Celiachia in gravidanza: qualche consiglio


CHE COS'E' LA CELIACHIA?
Si tratta dell'intolleranza permanente al glutine - una proteina con potente effetto "collante"  che facilita il processo di panificazione.

Il glutine è contenuto in innumerevoli cereali, tra cui rientrano questi che devono essere esclusi dall'alimentazione:

  • Frumento
  • Orzo
  • Segale
  • Farro
  • Kamut
  • Cous-cous
  • Triticale
  • Seitan
  • Spelta (varietà di farro)
  • Kokoh (miscela di farine di cereali
  • Boulgour (cereale del nord Africa)

Anche l'avena è consigliabile non consumarla per l'elevata probabilità che questo cereale sia contaminato da glutine durante processi industriali.


GRAVIDANZA E CELIACHIA

Anche in gravidanza l'unico trattamento per la celiachia resta l'alimentazione: una dieta senza glutine da seguire a vita, escludendo il consumo di tutti i cereali sopra elencati e di tutti gli alimenti contenenti glutine o a rischio di contaminazione (dovuta a processi di lavorazione industriale dei prodotti alimentari o agli errati comportamenti da parte delle persone addette all'igiene degli alimenti).

CONSIGLI PER MAMME CELIACHE

Non abbiate paura di correre il rischio di sviluppare carenze nutrizionali dovute all'esclusione del glutine!

Il glutine è una proteina senza particolari poteri nutritivi e anzi! UNA DIETA PRIVA DI GLUTINE SALVAGUARDA LA SALUTE DI MAMMA E BAMBINO. E' fondamentale evitare strappi alla regola, concedendosi di tanto in tanto un pezzo di pizza o pane a base di farina di frumento, così da escludere le consuguenze a cui possono condurre le trasgressioni volontarie (prime fra tutte le lesioni intestinali, elevato rischio di aborto per il conseguente rischio di carenze nutrizionali da malassorbimento, ma anche rischio di basso peso alla nascita e breve durata del periodo di allattamento).

  • Seguire le regole per una sana e variata alimentazione, fondamentale specialmente in gravidanza: la dieta mediterranea
  • Preferire il consumo di cereali naturalmente privi di glutine, rispetto ai prodotti dietetici preparati industrialmente in quanto più ricchi di grassi
  •  Acquistare prodotti senza glutine con i marchi Spiga Barrata o appartenenti al Registro Nazionale Alimenti Senza Glutine 
  • Accertarsi dell'assenza di glutine in farmaci o integratori alimentari prescritti dal ginecologo
  • Evitare le contaminazioni attraverso specifici comportamenti, sia a casa che al ristorante:
  1. Prima di cucinare piatti senza glutine, lavare bene le mani, i piani da cucina e gli utensili usati per la preparazione delle pietanze contenenti glutine
  2. Non usare utensili (cucchiai, mestoli, pentole, colapasta, ecc) senza lavarli accuratamente se sono stati a contatto precedentemente con alimenti con glutine
  3. Non infarinare i cibi con farine vietate
  4. Evitare il contatto con i cibi senza glutine se si hanno le mani sporche di farina vietata
  5. Non appoggiare i cibi senza glutine a contatto diretto con teglie o piani in cui sia presente farina vietata

    Al ristorante...
  1. Consultare il link Progetto Alimentazione Fuori Casa   sul sito dell'AIC per conoscere quali sono i ristoranti, i bar, le pizzerie, le gelaterie, ecc, dove vengono preparati prodotti senza glutine e dove viene garantita l'assenza di contaminazione
  2. Evitare i primi piatti se non vi trovate in ristoranti non garantiti dall'AIC
  3. Evitare le fritture
  4. Evitare i piatti guarniti con salse e creme
  5. Prima di ordinare cibi alla griglia, chiedere se non siano stati già infarinati gli alimenti o le griglie stesse  

ALIMENTI NATURALMENTE PRIVI DI GLUTINE 
  • Riso
  • Mais
  • Grano saraceno
  • Quinoa
  • Amaranto
  • Miglio
  • Manioca
  • Sorgo 
  • Teff
  • Pesce                                                                       
  • Carne
  • Uova
  • Frutta
  • Castagne
  • Patate
  • Verdura
  • Legumi
  • Latte e latticini
  • Formaggi

Consultare sempre il prontuario degli alimenti.


IL PRONTUARIO DEGLI ALIMENTI 
 
Per conoscere quali sono gli alimenti ritenuti idonei e possibili da consumare - vale a dire a minor rischio di contaminazione - l'Associazione Italiana Celiachia (AIC) mette a disposizione il Prontuario degli Alimenti, vale a dire una raccolta di prodotti alimentari a rischio di contenere glutine, ma considerati idonei al consumo del celiaco.


L'AIC consiglia il consumo di questi alimenti se presenti in Prontuario o riportanti la dicitura «senza glutine». 

Per maggiori informazioni e per consultare il prontuario on-line degli alimenti basta iscriversi al sito dell'AIC: Prontuario degli Alimenti on-line

IL GLUTINE NELLA DIETA DEL BAMBINO DOVRA' ESSERE INTRODOTTO NEL PERIODO DAI 6 AI 12 MESI, DURANTE LO SVEZZAMENTO.
Anche in assenza di sintomi, è raccomandabile lo screening del bambino tramite esami del sangue dopo 6 mesi dall'introduzione di glutine nell'alimentazione.